Il mondo di Kraus

Il mondo di Kraus

By Emilia Campagna

August 17, 2019

La residenza di Theresia a Rovereto è stata arricchita dalla presenza di Bertil van Boer, massimo esperto di Joseph Martin Kraus, che nella seconda di tre appassionate conferenze ha illustrato ai giovani musicisti un ritratto a tutto tondo del compositore: un vero e proprio viaggio nel mondo di Kraus, compositore al centro del concerto in programma a Bolzano il 22 agosto.

Oggi che Kraus è un compositore amato dagli estimatori ma poco conosciuto al grande pubblico, la domanda “chi era Kraus?” non è di immediata risposta: abbiamo pochi ritratti, uno dei quali è quello conservato nella Reale Accademia di Scienze di Stoccolma. Poi c’è quell’etichetta, “Il Mozart di Odenwald”, che è stata appiccicata a Kraus per una concidenza quasi totale di date con il ben più famoso salisburghese: è giusto chiamarlo così? O non sarebbe meglio, chiede provocante Bertil van Boer “chiamare Mozart il Kraus austriaco?”.

Il ritratto di Joseph Martin Kraus conservato alla Reale Accademia di Svezia

Per capire chi fu realmente si può partire dalla lista dei suoi incarichi a Stoccolma, davvero impressionante: alla Corte del Re Gustavo III di Svezia Kraus fu Kappelmeister, Direttore della Royal Opera (dirigendo da 2 a 5 concerti alla settimana), Direttore artistico dell’Orchestra di Corte, Direttore dell’Accademia di Musica di Stoccolma, compositore di corte e Membro della Reale Accademia di Scienze e Musica. “Viene da domandarsi quando mangiasse e dormisse!”, commenta van Boer.

Altrettanto impressionante la lista dei suoi interessi e delle sue conoscenze: era naturalmente un compositore e uno strumentista (violista), ma anche autore di testi e lavori teatrali, poeta, amante delle scienze e della letteratura. La sua biblioteca comprendeva testi di matematica e scienze, volumi di Celsius e Linneo, la più recente letteratura tedesca, inglese, svedese, italiana. Del resto parlava il tedesco, sua madrelingua, lo svedese e il francese come un nativo, e se la cavava ottimamente anche con l’italiano e l’inglese. La sua figura è più complessa e non si può descrivere solo come un compositore di corte: “fu un intellettuale, con alle spalle studi di legge e letteratura classica, un acuto osservatore della vita del suo tempo. Nelle sue lettere compare una straordinaria e vivissima descrizione di Pompei, di un suo incontro col Papa, ma anche di quadri, ricette, vini.”

La sua reputazione andò di pari passo con il suo talento: Haydn lo considerava uno dei maggiori talenti, Salieri citando Gluck scrive che Kraus aveva “un grande stile, del tipo che non ho mai incontrato” e Neefe (insegnante di Beethoven) lo affianca ai grandi del suo tempo.

Oggi, oltre a essere meno conosciuto di quanto merita, è anche perseguitato da alcuni stereotipi del tutto scorretti: a parte essere ricordato come il Mozart svedese (“il paragone non funziona, fu molto più di un compositore e soprattutto fu uno dei primi esponenti dello Sturm und Drang, prima come letterato e poi come compositore”), molti pensano che in vita fu povero (“invece aveva uno stipendio netto annuo che oggi ammonterebbe 140000 euro”) e misconosciuto (“le testimonanze dei suoi contemporanei lo smentiscono”). Al contrario, fu un musicista talentuosissimo, sia come strumentista, tanto da essere ammesso a dodici anni nell’orchestra di Mannheim, sia come compositore, capace di esplorare tutti i generi in voga al momento, dalla Sinfonia all’opera, dall’Oratorio ai concerti solistici. Fu uno sperimentatore, un formidabile orchestratore e una persona devota a tutte le sfaccettature della cultura del suo tempo. Per rendergli giustizia, e staccargli la inesatta etichetta “mozartiana” che lo accompagna, non resta che suonare la sua musica: è molta, e tutta bellissima, parola di Bertil van Boer.

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia