La vita avventurosa di Giuseppe Cambini

By Emilia Campagna

January 17, 2019

Suonare in un’orchestra dedicata all’esecuzione di musiche del Classicismo su strumenti originali significa entrare in profondità nel repertorio ma anche nello spirito di un’epoca, ed entrare in contatto con storie, oltre che con musiche, che altrimenti difficilmente si incontrano.

E’ il caso di Giuseppe Maria Cambini, di cui sabato 19 gennaio verrà suonato il Quartetto con Flauto nel concerto che chiude la prima Accademia di Theresia del 2019.

Di Giuseppe Maria Cambini si hanno notizie lacunose: nacque a Livorno, forse nel 1746, ma vi è un’unica fonte che riporta questa data. Grazie ai suoi stessi racconti, pieni però di contraddizioni, e alla biografia che ne tracciò François Joseph Fétis si è cercato di ricostruire la giovinezza: violinista e compositore, studiò per un periodo con Padre Giovanni Maria Martini e debuttò con una sua opera a Napoli nel 1766, ma in quell’occasione venne rapito dai pirati e liberato da un nobile veneziano. La cronaca di questa esperienza è però molto simile a un racconto pubblicato su una rivista di quegli anni, cosa che ne incrina la credibilità.

In un suo scritto sulla Allgemeine musikalische Zeitung del 1804, Cambini dice di aver suonato, per sei mesi nel 1767, la viola in un quartetto d’archi formato con Luigi Boccherini, Pietro Nardini e il suo maestro Manfredi. Se quello che dice è vero, questo quartetto rappresenterebbe la prima formazione di tal genere apparsa almeno in Italia, se non in tutta Europa.

Le prime notizie certe e documentate sulla sua attività risalgono comunque agli anni ’70 del ‘700, quando Cambini si trasferì a Parigi dove visse vent’anni: lì divenne uno dei protagonisti della vita musicale, componendo una serie di Sinfonie Concertanti e soprattutto Quartetti apprezzati dai contemporanei, tra cui Mozart, e rappresentando uno stile galante affascinante e brillante.

Durante i turbolenti anni della Rivoluzione Francese Cambini diresse alcuni teatri, tra cui il Teatro Baujolais, ma nel 1794 una grossa crisi economica lo costrinse a cercare le più diverse occasioni di lavoro, scrivendo inni per la neonata Repubblica, redigendo trascrizioni, impartendo lezioni private. Nei primi anni dell’Ottocento le sue tracce si perdono nuovamente: gli ultimi anni della sua vita sono avvolti dal mistero, e non si sa precisamente dove e quando morì.

Il suo repertorio, che spazia dalla musica da camera all’opera, è oggetto di una recente riscoperta: in particolare i quartetti con flauto sono esempi del suo stile accurato. I musicisti di Theresia ci permetteranno di ascoltare una pagina di questo compositore nel concerto in programma sabato 19 gennaio alle 16 presso la Sala Rivolta del Teatro alle Vigne d Lodi: vi aspettiamo!

Il programma

Giuseppe Cambini
Quartetto in Re maggiore

Samuel Casale (Italia) – flauto
Gemma Longoni (Italia) – violino
Alaia Ferran (Spagna) – viola
Bartolomeo Dandolo Marchesi (Italia) – violoncello


Joseph Martin Kraus
Quintetto per flauto e archi

Eva Ivanova-Dyatlova (Russia) – flauto
Abel Balazs (Portogallo) – violino
Gabriele Toscani (Italia) – violino
Ania Wieczorek (Polonia) – viola
Martyna Jankowska (Polonia) – violoncello
Lino Mendoza (Messico) – contrabbasso


Luigi Boccherini
Quintetto G337

Gabriele Toscani (Italia) – violino
Sophie Simpson (UK) – violno
Elena Gelmi (Italia) – viola
Giulia Gillio Gianetta (Italia) – violoncello
Lino Mendoza (Messico) – contrabbasso

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Journalist and musician, Emilia is a blogger for Theresia